Quando ci si rinfaccia le cose non si è più in due nel rapporto, ma in tre: tu, io e il tarlo che ha cominciato a rodere la nostra storia. Nell’oscurità della materia, i tarli lavorano con discrezione, scavano gallerie per anni e, a parte qualche minuscolo fastidio, non ti accorgi di niente. Poi un giorno posi una tazza sul tavolo e il legno cede, sprofonda e, in un istante, la superficie solida che conoscevi si trasforma in un cumulo di soffice segatura.