DOVE È CASA

COMUNE DI RUBIERA
AUSER
UNITA’ PASTORALE RUBIERA
presentano

in collaborazione con
APS COMITATO GENITORI RUBIERA
CARITAS, CENTRO SOCIALE PAPA GIOVANNI XXIII
ISTITUTO COMPRENSIVO DI RUBIERA

un film del
GRUPPO STORIE
“EMILIAVIAPERTA”

DOVE È CASA

regia
ANDREA DI TELLA

Il documentario nasce come parte integrante dell’evento “EMILIAVIAPERTA”, una giornata organizzata nel centro di Rubiera e dedicata ai temi dell’integrazione. Oltre alla promozione di attività sociali, culturali e sportive è emersa l’esigenza di raccontare l’attuale situazione degli stranieri che oggi vivono sul territorio della provincia reggiana. E’ sorta così l’idea di “DOVE È CASA”: uno spaccato sulla vita di chi è partito dal proprio paese ed è arrivato in Italia, dovendo conciliare le nuove usanze incontrate sul posto con le abitudini fondate sulle proprie origini. I diversi temi qui affrontati vengono descritti direttamente da coloro che li vivono: la loro realtà, il multiculturalismo, gli affetti, le paure, le speranze.

Inoltre, il documentario è arricchito di storie legate alla scuola, al lavoro e ai progetti di integrazione con la cittadinanza, raccontati in prima persona dai responsabili delle associazioni di volontariato e dalle istituzioni coinvolte.

“Ho conosciuto persone eccezionali, di cuore, che si spendono per migliorare la propria vita, quella dei loro familiari e della comunità che li ha accolti” – racconta il regista. “DOVE È CASA è un titolo che induce ad una riflessione: può essere una domanda ma anche una affermazione. Queste persone hanno radici lontane, ma quando tornano nel proprio paese si portano dietro un pezzo della nostra cultura, diventando stranieri a casa loro. Dove è, quindi, casa? Ascoltare le loro risposte ti rende consapevole del destino che la vita gli ha riservato.”.

“Durante le riprese ho avuto modo di conoscere volontari ed operatori di alcune associazioni presenti sul territorio, che si occupano di integrazione e cooperazione. Ho visto la loro soddisfazione nell’avere aiutato concretamente queste persone senza chiedere nulla in cambio. Eppure hanno comunque ricevuto tantissimo. Nel raccontare le loro esperienze ci sono stati momenti molto emozionanti.”